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Aumentano i lavoratori con contratto a termine  L’autorità parlamentare di bilancio nella nota congiunturale segnala che «nel quadro economico favorevole, l’occupazione nei primi mesi dell’anno ha continuato a crescere», ma questo è dovuto al «sensibile incremento dei lavoratori con contratti a termine, complice il venir meno della decontribuzione per le assunzioni a tempo indeterminato». Il report segnala che il ciclo economico e l’andamento dell’occupazione hanno incoraggiato un aumento della partecipazione al mercato del lavoro. Così gli inattivi sono scesi di 473 mila unità nel primo trimestre, entrando nella classificazione dei disoccupati: questo ha moderato la velocità del processo di riduzione del tasso di disoccupazione.

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Ampia l’area di sotto-utilizzo delle forze lavoro  
«Tuttavia l'area di sotto-utilizzo delle forze di lavoro resta ampia e sostanzialmente più estesa di quanto indicano i dati della disoccupazione. - mette in risalto l'Upb - Sommando alla forza lavoro potenziale (inattivi disponibili a lavorare), la disoccupazione e i sotto-occupati (800 mila persone circa che lavorano un numero inferiore di ore a quelle desiderate), si arriva, nel primo trimestre dell'anno, a un tasso di sotto-utilizzo del lavoro pari al 24,5 per cento del bacino esteso di forze di lavoro. Tale fenomeno, riscontrabile sia pure in proporzioni diverse anche nel resto dell'area euro, tende a comprimere le pressioni salariali. Ciò, unitamente all'indebolimento del petrolio e all’apprezzamento dell’euro verificatisi negli ultimi mesi, contribuisce a mantenere l’inflazione in Italia e nella zona euro su bassi livelli, ben al di sotto dell'obiettivo del 2 per cento come confermato dalla Bce». 

Facebook consentirà ai giornali di far pagare le notizie ai lettori.  Charme Voet Dames Western Lace Up Dikke Lage Hak Oxford Schoenen Pistool Kleur
, ora la conferma arriva da Campbell Brown, responsabile degli accordi con gli editori, che ne ha parlato al  Digital Publishing Innovation Summit  in corso a New York.  

L’annuncio arriva una settimana dopo che  2000 testate americane hanno chiesto al Congresso di rivedere le leggi sull’antitrust  e trattare tutti insieme con Facebook e Google le condizioni per l’uso dei loro contenuti. Il social network da due miliardi di iscritti si trova nella curiosa condizione di non essere un produttore di notizie, se non in minima parte, ma un formidabile mezzo di diffusione e amplificazione, che dalla sua popolarità ricava enormi guadagni pubblicitari. «Anche se Facebook non è un editore, siamo una parte importante dell’ecosistema delle news - ammettono a Menlo Park - quindi abbiamo la responsabilità di lavorare con questo ecosistema e renderlo migliore per tutti».  

Come previsto, il meccanismo si baserà sugli Instant Articles. Si tratta di un formato specifico di Facebook che consente di ridurre il tempo di caricamento delle pagine su smartphone in modo da poterle leggere appena si tocca un link. I giornali potranno pubblicare gratuitamente dieci notizie ogni mese nel formato Instant Articles, ma poi sarà necessario un abbonamento per leggere le altre. I giornali potrebbero scorporare i contenuti vendendo ad esempio pacchetti relativi allo sport o alla moda o alle notizie locali, un po’ come fanno le tv via satellite. Le prime testate potrebbero debuttare a ottobre, mentre per il prossimo anno la diffusione delle notizie in abbonamento dovrebbe essere estesa a tutto il mondo.  

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